Vino sostenibile. Alla scoperta di Alois Lageder

di

Alois Lageder

Scoprire Alois Lageder è come scoprire un mondo di amore per la natura, con un approccio olistico e sostenibile, ed un unico obiettivo: produrre vini di ottima qualità con il massimo rispetto della terra e del prodotto.
Un’atmosfera sorprendente, che raramente si incontra in una cantina: tutto è in divenire, oggetto di studio e di ricerca. Il momento dell’assaggio, poi,è un’esperienza unica; i vini sono decisi, fragranti e profumati, con una personalità che sembra aver raggiunto il proprio apice.

Un’azienda storica, nata a Magrè (Tn) nel 1823 e che con l’arrivo di Alois nel 1975 ha fatto della filosofia antropofisica steineriana un vero e proprio credo: la biodinamica considera la terra un organismo vivente dotato di anima propria, collegata strettamente al cosmo; si lavora in sintonia con i cicli della natura, della luna, del sole e degli altri pianeti sfruttando le forze cosmiche e terrestri per rigenerare l’humus del terreno.
Un milione e mezzo di bottiglie distribuite praticamente in tutto il mondo, per due diverse linee: Tenuta Lageder le cui uve provengono esclusivamente da terreni coltivati direttamente e la Alois Lageder che utilizza anche uve della propria rete di conferitori che comunque coltivano seguendo le direttive specifiche della casa madre.
La sede, costruita con tutti i criteri di sostenibilità, mostra in ogni piccolo particolare, il rispetto per l’ambiente e l’amore per la natura mentre la sala degustazioni offre una gamma di assaggi tale, da soddisfare anche i palati più esigenti; vini che stupiscono per la loro brillantezza e limpidità prima e per l’esaltazione dei profumi e del gusto poi.

Notevole è “Cor Ròmigberg” 2008; Cabernet Sauvignon e Petit Verdot cresciuti nell’anfiteatro naturale a nord del Lago di Caldaro: un rosso importante, pieno ed avvolgente, che esprime in pieno la potenza e l’eleganza di questa terra.

È bello scoprire che c’è chi fa del biodinamico una filosofia di vita tesa alla ricerca del benessere e della sostenibilità ma anche all’esaltazione del prodotto e non la usa per giustificare vini ossidati, privi di profumi, squilibrati o sporchi.

Per Alois Lageder, “I vini sono ambasciatori della loro terra d’origine” e già al primo sorso si capisce che l’obiettivo è stato raggiunto.

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