Napa Valley: Las Vegas del vino

di

Napa Valley Tour

Dolci colline e decine di sorgenti termali dai presunti poteri curativi, magnifici itinerari da percorrere a piedi o in bicicletta e cittadine celebri per la loro eleganza rurale; tra le città di San Francisco e Sacramento, nel nord della California, si estende su un percorso di circa una cinquantina di chilometri, la Napa Valley.

La vicinanza con le due grandi città limitrofe ne ha favorito uno sviluppo esponenziale: pochi minuti di auto, clima favorevole e posti incantevoli per trascorrervi un week end o un lungo, lunghissimo soggiorno.
Sant’Elena, la cittadina più importante è anche la più bella, adornata da piccoli villini ed una via dello shopping ricca di ristoranti tipici e negozi di desing. E poi Napa, Oakville e Calistoga, tutti paesini deliziosi la cui presenza di cantine è davvero imponente.

Quasi il 60% delle aziende vinicole della California ha sede qui a Napa e nella parallela Sonoma Valley, che insieme formano per tradizione il cuore della Wine Country. Definita dagli americani stessi la Las Vegas del vino, Napa è davvero un luogo interessante, da scoprire e da conoscere.

La storia è antica e risale intorno al 1760 quando Padre Junípero Serra, piantò la cosiddetta varietà ‘Mission’ (discendente dai vini sardi e importati in Nord America dai Conquistadores) nella sua missione a San Diego. Un successo crescente, messo seriamente in crisi tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900 dall’attacco dei parassiti prima e dal proibizionismo poi. Negli anni ’60 la rinascita ed il riconoscimento mondiale nel 1976 in Francia.

Quasi quattrocento cantine tutte con una propria identità e con proposte che vanno ben oltre il semplice vino. Nelle “tasting room”, i clienti vengono guidati alla scoperta dei prodotti dell’azienda, del territorio, delle tecniche di vinificazione (che quasi sempre si ispirano a modelli francesi o italiani) ed ovviamente viene fatta degustare la gamma dei propri vini.
Quasi ogni cantina ha un proprio shop interno e alcuni di questi raggiungono le dimensioni di veri e propri supermercati in cui vengono venduti tutti i gadget possibili e che solo una fervida immaginazione può ideare. Sauvignon Blanc, Riesling, Gewürztraminer e Chardonnay tra i bianchi; Pinot Noir, Merlot, Cabernet Sauvignon, sono i vitigni maggiormente coltivati, insieme con lo Zinfandel, un autoctono con il DNA del nostro Primitivo.

V. Sattui (la V. Sta per Vittorino di origine genovese) ad esempio intrattiene i clienti con barbecue all’aperto ed arriva ad organizzare persino matrimoni, oppure Raymond’s Vineyard che ha allestito un grande giardino botanico intorno all’area tasting per far scoprire la natura ai cittadini abituati al cemento.

Un marketing spietato che consente alle cantine di vendere una consistente parte del proprio prodotto con conseguente tornaconto economico. Vini non certo economici, e spesso l’eleganza cede il passo a gusti molto decisi e imponenti, proprio come piace agli americani. La media per un buon vino si aggira attorno ai cinquanta-sessanta dollari con punte molto più alte per le riserve.

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