CANTINE FERRARI: QUALITÀ E TRADIZIONI MADE IN ITALY

di

Cantina Ferrari

Ferrari, marchio storico del “metodo classico” italiano, ci ha accolti a Trento, in una mattina di sole, per farci visitare e scoprire i segreti e le tradizioni di questa storica cantina.

Come nello stile delle migliori maison della champagne, il primo biglietto da visita è la grande sala accoglienza. Collage di foto in cui protagonista principale è la bollicina più venduta in Italia (il 25% del metodo classico bevuto nella nostra nazione è Ferrari) e a fare da comparsa, tanti personaggi del jet-set internazionale che nel tempo, hanno brindato con questo prestigioso marchio. Con le bollicine Ferrari, ad esempio, vengono accolti gli ospiti al Quirinale e nelle ambasciate del mondo oppure si è festeggiato alla Notte degli Oscar a Hollywood e ancora i nostri atleti hanno brindato alle loro vittorie.

La visita al cuore dell’azienda si snoda nei cunicoli sotterranei dove almeno 20 milioni di bottiglie sono a riposare in attesa della sboccatuta. E pian piano, prende forma l’immagine di Giulio Ferrari, un uomo con il pallino del vino; conclude i suoi studi di agronomia in Francia a Montpellier prima e poi via, si immerge nello studio dello champagne per carpirne tutti i segreti. Intuisce che il terroir del suo trentino è affine a quello rinomato francese e torna a Trento con le prime barbatelle di Chardonnay.

Nasce così, proprio nel centro della città, nel 1902, la sua piccolissima cantina.

Produzioni minime, seguite con puntiglio e cure maniacali, rendono il prodotto unico e conosciuto in tutta Italia.
È di quegli anni l’aneddoto che racconta come, ad un ordinativo considerevole di bottiglie inviato da una famosa casa di crociere, lo stesso Giulio abbia risposto:

Così tante? Ma noi non produciamo mica gazzosa!

Centoventi ettari di proprietà e tanti conferitori che devono sottostare tutti alle indicazioni degli agronomi dell’azienda, per una produzione totale di ben 5 milioni di bottiglie.

Giulio Ferrari, senza eredi che potessero portare avanti il suo sogno, con l’avanzare dell’età, decide di cedere l’azienda ed individua nella famiglia Lunelli, commercianti vicini di bottega a Trento e acquirenti ideali, dato il loro profondo legame con il territorio. E da tre generazioni è ancora questa famiglia l’anima della cantina.Da bravi commercianti, hanno saputo dare impulso agli affari: dal ’52 al ’72 l’azienda raggiunge le centomila bottiglie trovando anche una nuova collocazione alla periferia di Trento, con spazi molto più grandi ed adatti al nuovo progetto aziendale.

Ogni crù viene fermentato in tini separati ad ottenere il vino base, che viene lasciato a riposare fino a primavera quando, i fini palati degli enologi Ruben Larentis e Marcello Lunelli andranno a creare le cuvèè, assemblando tra loro i risultati delle varie fermentazioni. Imbottigliamento e aggiunta del liqueor de tirage e le bottiglie vengono poste a riposare nelle buie e fresche cantine.
Una gamma di vini che parte dalla linea “Ferrari” (nelle versioni brut, rosè e demi-sec), per 24 mesi sui lieviti, alla linea “Maximum” (sempre brut, rosè e demi-sec) con un riposo sui lievti di 36 mesi. La linea Perlè (versioni brut, rosè e blanc de noir), prevede almeno 5 anni di maturazione.

Dulcis in fundo, due straordinarie riserve, per le quali vengono usate solo uve di proprietà provenienti dai migliori crù selezionati: “Lunelli” e “Giulio Ferrari”, invecchiate rispettivamente per otto e dieci anni. Vini dall’effervescenza persistente e dalla spuma fine, cremosa e morbida, ricchi di profumi ed aromi con grande equilibrio e rotondità, garanzia di un prodotto che soddisfa anche i migliori palati.

Rispetto per la tradizione ma anche giusto compromesso con l’idea di modernità e di globalizzazione che hanno saputo fondersi, facendo conoscere il mito Ferrari in tutto il mondo, come binomio di qualità e tradizione per un prodotto orgogliosamente tutto italiano.

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