Le eccellenze dell’ Alta Langa DOCG

di

Alta Langa

Dichiarata DOCG nel 2011 la denominazione Alta Langa rappresenta una piccola eccellenza spumantistica italiana.

La storia del Progetto Metodo Classico Alta Langa sfociato poi nella denominazione omonima, nasce delle ambizioni che il Piemonte viticolo ed enologico da sempre si pone e parte da molto lontano. Inizia tutto con Carlo Gancia nel 1850, rientrato in Piemonte dopo una lunga esperienza a Reims in una prestigiosa maison, dove acquisì tutti i segreti del metodo champenoise. Un’esperienza fondamentale e due diversi progetti: adattare il metodo di vinificazione champenoise a qualche uva indigena che presentasse caratteristiche simili a quelle dei pinot, o anche produrlo con le stesse uve francesi.

Nascono così la produzione di Asti Spumante con il vitigno Moscato, conosciuto oggi in tutto il mondo, e anche il cosiddetto Champagne italiano, che nei listini di vendita della casa di Canelli portava significativamente tra parentesi l’indicazione Pinot. Da allora la produzione in Piemonte di uve Chardonnay e di Pinot nero venne intensificata, consolidandosi nel territorio e rendendo poi possibile la nascita del Progetto Metodo Classico Alta Langa, divenuto denominazione Alta Langa DOC nel 2002.

Circa 350 mila bottiglie prodotte con Metodo Classico, da uve Chardonnay e Pinot Nero, coltivate in vigne ad oltre 250 metri sul livello del mare, in 146 comuni tra le provincie di Cuneo, Asti ed Alessandria. Vendemmia a mano dei grappoli posti in piccole cassette forate, usate anche per il trasporto. Pressature soffici, e fermentazione in vasche d’acciaio per i vini base, da imbottigliare poi tra fine inverno e inizio primavera per dare il via alla caratteristica rifermentazione in bottiglia.
L’Alta Langa DOCG può essere bianco o rosato, nelle versioni Brut, Extra Dry e Pas Dosé. È millesimato e quindi non esiste un Alta Langa senza indicazione dell’anno e la sua produzione avviene solo nelle annate migliori. Profumi ampi e complessi risultato di una maturazione in bottiglia di almeno trenta mesi nelle fresche cantine piemontesi ma anche di oltre tre anni nella versione Riserva.

L’Alta Langa Bianco si presenta giallo paglierino con riflessi verdognoli. Il pérlage è finissimo e molto persistente. I profumi intensi e complessi ricordano la vaniglia, il miele, la crosta di pane; il gusto è armonico, sapido, pieno ed avvolgente con un leggero sentore di mandorla in chiusura.

L’Alta Langa rose’ è invece di color rosa cipria, sempre con un perlage importante, dal profumo speziato con note di mela golden e rosa canina; gusto equilibrato, intenso con sentori di agrumi.
E per esaltarne il perlage e gli aromi, anche il bicchiere è importante. Per questo il Cav. Giorgetto Giugiaro ha ideato “Grande” un calice appositamente disegnato per il Consorzio Alta Langa: una base stretta per facilitare l’esplosione delle bollicine e indirizzarle verso l’alto, dove il calice invece si allarga per esaltare i profumi del vino. Servito ad una temperatura di 8-10°, è uno spumante ideale per gli aperitivi, antipasti a base di pesce e frutti di mare, primi piatti come risotti e paste lunghe, condite da verdure e pesce o con il tartufo; con i secondi ben si abbina sia ai piatti di pesce che di carne bianca. Le pietanze a base di carni rosse brasate e stufate possono essere invece assaporate con un Alta Langa rosè millesimato di buona struttura.

Siamo riusciti a sfatare il mito che il Piemonte è tradizionalmente una regione esclusivamente da vini rossi?

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