Il declino del vino in Francia

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Mappa vini in Francia

Recenti studi hanno portato alla luce un preoccupante fenomeno che si sta diffondendo in Francia, uno dei maggiori produttori e consumatori di vino al mondo.
Da sondaggi effettuati, la percentuale di persone che bevono vino è passata da un 50% negli anni Ottanta al 17% odierno, corroborata dall’incremento di persone che non hanno mai bevuto vino (38%). Anche il consumo medio pro-capite annuale è tristemente passato da 160 litri a 57 litri del 2010. Le stime per i prossimi anni prevedono un ulteriore calo a 30 litri pro-capite, su base annua.

I due studiosi francesi autori di questa ricerca, Thierry Lorey e Pascal Poutet, ritengono che questo fenomeno sia in gran parte dovuto alla modificazione della cultura e della società francese. Negli anni ’60-’70 era normale trovare in ogni casa, una bottiglia di vino sul tavolo, anche perché questo faceva parte del patrimonio culturale. Le generazioni successive hanno progressivamente perso questa ereditarietà, fino ad arrivare alle nuove generazioni (quelle di Internet), per le quali il vino è un prodotto come un altro. “Quello che è successo è una progressiva erosione dell’identità enologica e della sua rappresentazione sacra e immaginifica” sentenziano i due.

A ben guardare ci sono altri fattori che contribuiscono a questo risultato. Il lavoro si è spostato in gran parte, all’interno di uffici e a contatto con computer, mentre le pause pranzo si sono ridotte a un’ora o addirittura mezzora. Le persone hanno necessità di essere sveglie e attente quindi, fatta salva qualche eccezione, non si beve vino durante il pranzo. Sono state introdotte norme igienico-sanitarie più restrittive, contribuendo a creare una mentalità “igienista”, fomentata anche dalla politica e dai mass-media.

La vita è diventata molto più frenetica, si è ridotto il tempo dedicato al pranzo/cena, inteso come forma di socializzazione. Sono state fatte massicce campagne pubblicitarie contro l’alcolismo e la guida in stato di ebrezza. Sono aumentati i consumi di birra e di cocktail. Ultimo, ma non meno importante, stanno aumentando le minoranze mussulmane, in cui il consumo di vino e alcolici in genere è vietato dalla religione.
Per contro, in questi ultimi anni è aumentato considerevolmente aumentato il consumo di anti-depressivi. La domanda sorge quindi spontanea: che sia una diretta conseguenza della progressiva sparizione del vino dalla loro dieta? Suggeriamo ai cugini d’oltralpe, di emanare leggi severe a favore di un consumo oculato di vino: sicuramente la depressione, lo stress ne trarranno beneficio e la popolazione francese sarà più felice!

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