Anteprima Amarone 2013. Il decennale

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Anteprima Amarone 2013

Si è chiusa il fine settimana scorso Anteprima Amarone, arrivata quest’anno alla decima edizione ed organizzata dal Consorzio per la Tutela dei vini Valpolicella.

Ancora una volta, l’evento si è tenuto nella prestigiosa cornice dei saloni interni della Gran Guardia, memori forse della sfortunata edizione dello scorso anno, in cui i banchi di assaggio erano nel porticato esterno e dove il freddo intenso impediva una degustazione adeguata (il vino era a 13°C). Nel piano inferiore un ricco buffet offriva salumi e formaggi veronesi in accompagnamento con salse dolci, salate e mostarde, oltre a molti dolci tipici veronesi, prodotti dalla rinomata pasticceria Perbellini.

L’annata in degustazione era il 2009, ma molti dei 51 produttori presenti presentavano anche annate più vecchie (2005 e 2006) o prodotti alternativi (delizioso il Recioto proposto da un produttore di Valgatara). Il 2009 è stato caratterizzato da abbondanti precipitazioni nei primi mesi e da una sostanziale siccità a partire da Maggio in poi. Questo ha portato ad un rapido sviluppo di germogli e ad una fioritura anticipata. L’alta temperatura, durante la fioritura e l’allegagione (sviluppo degli acini), l’invaiatura regolare (maturazione degli acini e sviluppo del “colore”), la bassa fertilità delle gemme, hanno avuto come esito una vendemmia di grande qualità.

Il vino si presenta con un colore intenso (dato dalla grande quantità di antociani) paragonabile all’annata del 2007, una buona acidità e una struttura pregevole. La maggior parte dei campioni presentati provenivano dalle botti, ed erano stati imbottigliati solo qualche giorno prima. Al naso il corredo floreale di fiori rossi, di ciliegia, amarena, consueti nell’Amarone, erano nettamente percepibili, accompagnati dai sentori del legno, cuoio, spezie, tipici dell’affinamento in botte. Al gusto rivelava però la sua giovinezza: prodotti poco omogenei, spesso con la nota alcolica predominante.

L’affinamento in bottiglia (almeno per due anni) è necessario per far si che l’Amarone si evolva e le componenti di alcolicità, tanninicità, acidità si amalgamino fra di loro, fino ad arrivare al prodotto che tutti noi conosciamo ed apprezziamo. Le poche eccezioni di campioni presenti, già imbottigliate da 6/10 mesi, mettevano in luce quella che sarà l’evoluzione dell’Amarone al termine dell’affinamento in botte. In questi casi il gusto era più uniforme e il vino rivelava già le potenzialità che lo porteranno, fra qualche altro anno, a prendere il suo giusto posto fra le eccellenze enologiche veronesi.

Una nota a margine per segnalare il protrarsi del dissenso iniziato lo scorso anno fra alcuni (anche prestigiosi) produttori di Amarone e il Consorzio. Questi “fuori-usciti” hanno infatti organizzato la loro personalissima “anteprima Amarone”, in anticipo rispetto a quella del consorzio, e nella non meno prestigiosa Villa de Vinckles di Tregnago.

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