Storia di un intramontabile oro: lo Spumante!

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Le origini dello spumante

Cari appassionati di vino, oggi andremo a scoprire quando ha origine esattamente lo spumante e quali sono le sue principali caratteristiche. Quante quelle volte in cui lo avrete “stappato” per festeggiare un compleanno, un anniversario, o semplicemente l’anno nuovo? Bene, ma vi siete mai chiesti come mai proprio lo spumante e non un vino qualsiasi? Eppure lo Spumante risulta una delle bevande alcoliche più consumate nel mercato italiano. Ma vediamo di preciso a quando risale la sua prima comparsa.
Esistono diversi pareri che attribuiscono lo Spumante a origini diverse: alcuni ritengono che sia nato in Francia, ma ci sono fonti che testimoniano il suo uso e consumo già durante l’Impero romano. Non si trattava del vero e proprio spumante attuale ma di un suo predecessore analcolico Bolle Emiting. Nel corso del tempo, mediante l’utilizzo di nuove tecnologie, tale bevanda arrivò ad acquisire un gusto e qualità superiori, fino ad arrivare al Rinascimento, quando assunse la nota denominazione di «spumante», letteralmente «creare schiuma».

Per la produzione dello Spumante vengono utilizzate diverse tipologie di uva che permettono di ottenere variegati gusti della bevanda che soddisfino tutti i consumatori. Ma la tecnologia utilizzata per la fermentazione del mosto dell’uva è pressoché la stessa.

Grande riconoscimento della nascita del vino Spumante è da attribuire al monaco Dom Pierre Pérignon che, nel XVII secolo, ha inventato il metodo della rifermentazione in bottiglia.

Il primo Spumante italiano nasce nel 1865 frutto del lavoro dei fratelli Gancia.
Due sono i metodi principali utilizzati nella produzione del vino Spumante:

  • Metodo Charmat (detto anche Martinetti, in onore del suo ideatore), è il più comune nella produzione industriale. Una volta terminata la prima fermentazione, il vino viene travasato in un altro contenitore, filtrato dalle impurità, imbottigliato e lasciato in cantina per 9 mesi (a volte per un periodo più breve). Il metodo Charmat è più rapido rispetto all’altro (metodo Champenoise) e, attraverso tale metodo, si ottiene un vino secco e dolce. Il tempo richiesto per la fermentazione varia dai 30 agli 80 giorni. È anche il più economico per quanto riguarda i costi di produzione.
  • Metodo Champenoise, è il metodo più tradizionale. La fermentazione del vino, in tal caso, avviene all’interno della stessa bottiglia, e non in un contenitore come nel Martinetti. I costi sono più consistenti, legati allo svolgimento del lavoro manuale. Le bottiglie vengono poste nelle cantine per mesi dove, durante il periodo di riposo, viene mutato in anidride carbonica. Più il vino è tenuto a riposo, più la sua qualità risulterà migliore. A seguire verranno rimosse le impurità concentrate sul collo della bottiglia (fase denominata “Returns”). Il vino etichettato, verrà spedito al mercato di riferimento.

La classificazione dello Spumante varia in base al livello del residuo zuccherino presente in esso:

  • Pas dosé o Dosaggio zero (ultra secco) → < 3 grammi
  • Extra brut (molto secco) → ≤ 6 grammi
  • Brut (secco) → < 12 grammi
  • Extra dry (gusto secco arrotondato da lieve nota dolce) → 12-17 grammi
  • Dry o Sec (appena/poco dolce) → 17-32 grammi
  • Demi sec (con nota dolce nettamente percebile) → 32-50 grammi
  • Dolce o Doux (la dolcezza predominante) → < 50 grammi

Rientrano tra i vini spumanti più famosi e consumati sicuramente il Prosecco e il Franciacorta, utilizzati molto anche durante gli aperitivi.

Il Prosecco è un vino lavorato col metodo Charmat e rappresenta uno dei pochi vini in Italia lavorati in purezza, 100% prosecco. Si tratta, infatti, di uno vino che possiamo bere quotidianamente, poiché non è molto strutturato. Tale vino ha origine dall’omonimo vitigno, già conosciuto ai tempi dell’Impero Romano. Sua principale caratteristica è la freschezza, dovuta a un’ottima acidità dell’uva, e per tale motivo la raccolta inizia fra la metà e la fine di agosto. Il colore tipico del vino è il giallo paglierino più o meno intenso. I profumi sono quelli fruttati tipici dell’uva di provenienza. Nella tipologia spumante saranno presenti bollicine più o meno persistenti a seconda della qualità del vino; in quella frizzante vi sarà la presenza di spuma persistente.

Il Franciacorta, invece, è originario delle colline moreniche della splendida Franciacorta, a ridosso del lago d’Iseo. È un vino molto apprezzato nel panorama enologico. Rappresenta il primo ed unico spumante brut italiano prodotto esclusivamente con la tecnica della rifermentazione in bottiglia. Anche il Franciacorta è caratterizzato da un colore paglierino più o meno intenso, talvolta con qualche riflesso dorato o verdognolo. Ha un finissimo perlage e una ricca spuma. Il suo profumo è fruttato e molto delicato, interessante poiché richiama i sentori di frutti di bosco e mele acerbe. Il suo sapore è armonico, raffinato e fresco, qualche volta leggermente amarognolo e rimanda ai sentori della frutta fresca.

Dopo aver visionato accuratamente gli elementi caratterizzanti del vino Spumante, direi che ogni occasione è buona per un brindisi, quindi buon consumo di bollicine!

1 commento

  1. Lucia scrive:

    Esposizione perfetto di cosa sia lo spumante ma se posso dirlo avete tralasciato una delle zone storiche di produzione… il Trentino che con il suo Trentodoc è ricco di grandi e piccole aziende. Pronta se gradite un approfondimento e grazie per il lavoro divulgativo che state facendo! Un brindisi

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