Impianto di un vigneto: ecco come fare

di

Vigneto

Oggi Ideavino entra nello specifico dell’ impianto di un vigneto. Grazie a Diego Fantin, perito agrario nella zona di Pramaggiore, provincia di Venezia, andremo alla scoperta delle tecniche necessarie per la buona riuscita di un impianto di vigneto.

Per la realizzazione di un impianto di vigneto è necessario eseguire delle lavorazioni di pre-impianto al terreno chiamate “tecniche preparatorie” . Esse vanno realizzate secondo il seguente ordine:

Sistemazione superficiale: la sistemazione deve essere eseguita con un buon livellamento per eliminare eventuali depressioni nelle quali, particolarmente su terreni argillosi, ristagnerebbe facilmente l’acqua. In caso di spostamento di quote di terreno più profonde dello strato arabile, è necessario accantonare momentaneamente il primo strato per poi ridistribuirlo.

Drenaggio per regimazione delle acque: è una tecnica agronomica attuata da sempre per bonificare e mettere a coltura parti di appezzamenti in cui ristagnava l’acqua. In base alla tessitura del terreno, alla piovosità della zona e della profondità dei canali di scolo verrà poi stabilita la profondità dei tubi drenanti e fissata la distanza tra loro nel terreno.

Concimazione di fondo: una buona concimazione di fondo deve avvalersi di una recente analisi del terreno dove sono evidenziati i valori della tessitura, del calcare totale e attivo, della sostanza organica e dei principali elementi nutritivi. Si può comunque dire che una buona concimazione di fondo prevede l’apporto di 50-60t/ha di letame bovino maturo.

Aratura: con l’aratura a scasso nel vigneto, è fondamentale mantenere in superficie lo strato di terreno più fertile ma anche interrare il concime organico precedentemente distribuito. La profondità di aratura deve aggirarsi attorno ai 50cm in terreni pesanti o argillosi e deve avvenire con terreno in tempera.

Lavori di affinamento: dopo l’aratura, con l’avvicinarsi del momento della messa a dimora delle barbatelle, si renderanno necessarie una o più lavorazioni per affinare il terreno con una erpicatura a dischi e una con erpice rotante.

La miglior epoca d’impianto per tutte le zone che non hanno inverni troppo rigidi e quindi le barbatelle non corrono il rischio di danni da gelo, è fine autunno favorendo la radicazione durante l’inverno e consentendo di affrontare in modo migliore il periodo vegetativo.
Altri aspetti da valutare possono essere lo stato fisico del terreno che deve essere in tempera.
Con i costi notevoli e la difficoltà nel reclutare manodopera si preferisce avvalersi di una trapiantatrice meccanica dotata di rilevatore satellitare.
Si ipotizza di adottare un sesto d’impianto di 0.8 m su fila e 2.8 m tra file, risulterà che le piante necessarie ad ettaro saranno 4464.

La scelta del portainnesto è strettamente legata al tipo di terreno. Fattore che caratterizza maggiormente tale scelta è il contenuto di calcare attivo.

Per quanto riguarda le strutture di sostegno è necessario adottare dei sistemi che non intralcino la meccanizzazione (adeguata altezza e diametro pali).
Per questo si utilizzano prevalentemente pali metallici sia intermedi (distanza l’uno dall’altro 4.8m) sia di testata. Ad ogni barbatella viene affiancato un tutore metallico e il tutto viene tenuto saldamente da più (in numero di 3) fili in acciaio inox.
Il filo va assicurato con degli ancoraggi tra palo e terreno, ad ogni testata.
Per dare un buon portamento alla giovane piantina si utilizza del tubetto in pvc come legatura al tutore.
Quando la piantina raggiunge l’altezza di impalcatura (circa 1.5m) si lega il tronco, che diventerà cordone permanente, al primo filo con tubetto in pvc dando la forma di allevamento a cordone speronato.

Ecco a voi alcune indicazioni molto precise per quanto riguarda le tecniche di impianto di un vigneto; grazie ancora a Diego Fantin per i precisi contenuti e la disponibilità.

Fonte immagine: agricolturanews.it