“VITE PARALLELE”: VINO NOVELLO E BEAUJOLAIS NOUVEAU

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Vino novello e castagne

Sembra ormai inesorabile il declino per il vino novello. Anno dopo anno questo fenomeno da imperdibile appuntamento autunnale, si è trasformato in una modesta produzione per pochi affezionati.

Dieci anni fa il vino novello, in Italia, attestava una produzione di circa 18 milioni di bottiglie, attualmente questa è crollata a 4 milioni; un declino che sembrerebbe inesorabile. E il suo “fratello maggiore” francese, il Beaujolais Nouveau (dal nome della sua zona di produzione)purtroppo non ha avuto sorte migliore.

Si tratta di vini a “macerazione carbonica” di colore rosso rubino ottenuti con un processo di vinificazione particolare, inventato da un’equipe francese nel ’34. Le uve vengono raccolte, e i grappoli sistemati in appositi contenitori di acciaio saturati di anidride carbonica, con una temperatura che si aggira sui 30 – 35 gradi. Questo innesca un’auto fermentazione che trasforma gli zuccheri in alcool, favorendo la produzione di glicerolo; vengono formati così nuovi componenti odorosi, che ricordano la fragola e il lampone, oltre a un intenso fruttato dell’uva. Trascorsi al massimo una quindicina di giorni, si procede con la tradizionale pigiatura e successiva fermentazione per altri 5 – 6 giorni. Travaso ed imbottigliamento, ed il vino è pronto per gli scaffali di vendita. Il suo consumo ottimale deve avvenire al massimo entro la primavera successiva, pena la perdita di tutte quelle caratteristiche organolettiche di freschezza e aromaticità tipici.

In Francia questa tecnica è usata per un unico vitigno (il Gamay) coltivato in un’unica zona vinicola (Beaujolais) e quindi con una maturazione comune delle uve che ne giustifica l’immissione nel mercato dopo la mezzanotte del terzo mercoledì di novembre dell’anno di vendemmia; in Italia invece il novello viene vinificato in zone vinicole e con vitigni molto diversi tra loro. Va da sé che fissare una data unica di immissione nel mercato (quest’anno il 30 ottobre) non ha lo stesso significato e valore che può avere oltralpe.
È però un dato di fatto che il frutto autunnale per eccellenza, la castagna, accompagnata da un bicchiere di questo vino, resta uno degli irrinunciabili e deliziosi piaceri nelle fredde giornate autunnali.

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