Come si ottiene un vino rosato?

di

vino rosato

Un tuffo alla scoperta della preparazione dei vini può essere uno spunto interessante per riflettere su ciò che beviamo.
Oggi andiamo alla scoperta del VINO ROSATO!

Innanzitutto sottolineiamo che per ottenere un vino rosato si può procedere in 3 modi:
1) utilizzare uve rosse con poco colore o di colore rosa
2) utilizzare un uvaggio che contenga poche uve rosse e molte uve bianche
3) utilizzare uve rosse di qualunque varietà ma estraendole poco colore
macerare solo una minima parte dell’uva.

I primi due casi non necessitano di commento, mentre occorre qualche spiegazione per il terzo, in cui vengono estratte solo parzialmente le sostanze coloranti delle bucce.

Si comincia con la normale pigiatura dell’uva rossa seguita dall’inizio della fermentazione del mosto contenente anche le vinacce; si lascia quindi continuare la fermentazione in presenza delle bucce per 4-12 ore, in modo che avvenga una parziale liberazione di sostanze coloranti, ma poi si separano le bucce dalla massa fermentante e si interrompe così la colorazione del mosto, limitandola al grado di intensità desiderato.
Con uve molto ricche di colore, o quando la temperatura del mosto in fermentazione è elevata, possono essere più che sufficienti 4-5 ore di fermentazione con le bucce per avere il poco colore necessario, dopo di che si procede alla svinatura per separare la parte liquida da quella solida.

E’ anche possibile ottenere il vino rosato da uve rosse lasciando macerare le bucce nel mosto per 10-24 ore, prima della fermentazione. Si ottiene quello che in Francia del Sud si chiama Vin de Café previa macerazione a bassa temperatura.

E’ possibile, infine, unire poco mosto rosso a molto mosto senza colore.
In ogni caso il vino rosato deve essere prodotto alla fermentazione del solo mosto fiore, perché l’eventuale aggiunta di mosto derivante da torciature delle vinacce aumenterebbe il contenuto di sostanze coloranti e tannini, facendo assumere al liquido alcune caratteristiche proprie dei vini rossi. Inoltre, come avviene nel caso della produzione di vini bianchi, occorre ricordare che l’eventuale uso di anidride solforose sull’uva o nel mosto contenente le bucce favorirebbe la liberazione di sostanze coloranti e tannini, perciò tale additivo va usato solo nel mosto già sgrondato.

Alcuni vini rosati assomigliano molto ai vini rossi, essendo stati ottenuti da una breve macerazione con le bucce rosse; questi vini generalmente subiscono la fermentazione malolattica e risultano per questo più morbidi. Possono contenere fino a 100 mg/l di antociani. Altri vini rosati, invece, si avvicinano maggiormente alle caratteristiche dei vini bianchi: sono quelle che derivano dalla pressatura diretta delle uve rosse. Sono vini più freschi, più aromatici e, di norma, conservano tutto il loro contenuto in acido malico, che mantiene anche la freschezza e il fruttato. Invece questi possono contenere fino a 50 mg/l di antociani.

Dopo questa breve descrizione correte a brindare.. Cin cin a tutti!

Fonte immagine: vinsurvin-blog.com

1 commento

  1. nicola rossi paccani scrive:

    salve,
    articolo molto bello da leggere, complimenti; vorrei chiedere se è stato ricavato da un vitigno in particolare oppure se è una regola abbastanza generale che vale per tutti i vitigni; in più vorrei anche sapere se questa specifica lavorazione arricchisce il vino di sapori e profumi particolari oppure quello è compito esclusivo del terreno (anche se credo di sapere già la risposta)
    grazie in anticipo per la risposta,
    Nicola

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