Packaging: falla del sistema vitivinicolo.

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In quest’ultimi giorni sono giunta a constatare, visitando sia enoteche sia cantine, che la prassi del confezionamento del vino è fortemente trascurata. Pochi hanno capito, infatti, che il confezionamento ha un impatto significativo sulla decisione di acquisto.

La crescente concorrenza sul mercato vitivinicolo ha costretto i produttori a creare nuovi prodotti vinicoli e a concentrare i loro sforzi sull’origine, la qualità e la varietà delle uve; di contro, i clienti sono stati travolti da nuove informazioni, nuove etichette, le quali hanno gravato sulle già esistenti difficoltà nel processo di acquisto.

Cosa, dunque, può “stimolare” il potere d’acquisto? Il packaging!

Chiave di lettura condivisa anche da Roberto Colombo, ideatore e produttore di Cromobox, un innovativo processo decorativo brevettato a livello internazionale per la decorazione diretta su contenitori e scatole in legno. Cromobox ha rivoluzionato il concetto espositivo delle cassette di legno (e non solo) per cercare di fornire alle aziende strumenti per la vendita che fossero utili e graditi anche post-vendita.

Ho chiesto a Roberto perché in Italia si cura poco il concetto espositivo e/o di imballaggio. La sua risposta è stata la seguente:

«Pochi nomi hanno capito che anche l’occhio vuole la sua parte, al di là della qualità del prodotto. La maggior parte non conoscono i meccanismi della GDO e delle sue ferree regole di marketing. Per questo è nato Cromobox, una soluzione svincolata dalle regole di mercato delle altissime produzioni all’estero. Per contenere i costi abbiamo deciso di produrre tutto in Italia. A piccole o piccolissime attività offriamo una soglia di ingresso ai nostri prodotti molto bassa: solo dieci pezzi personalizzati sia nelle dimensioni sia nelle decorazioni. Credo sia la soluzione vincente in quanto l’azienda può ordinare solo i pezzi che effettivamente le servono, garantendosi al contempo un altissimo valore aggiunto ai propri prodotti».

Un’azienda o un’enoteca che offre sia la qualità delle materie prime sia la cura del confezionamento/imballaggio può indubbiamente ridurre la percentuale di «rimbalzo» in termini di acquisto. Perché allora i professionisti del settore vitivinicolo curano ancora poco questo aspetto?

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