Calo produzione, aumento gradazione, siccità: la vendemmia 2012 è arrivata

di

vendemmia 2012

Il grande caldo non lascia scampo è così che quest’anno sembra di essere ai Tropici e di praticare un’attività che invece ai Tropici non si vede proprio: la vendemmia 2012!

Si varca la soglia dei filari al mattino, e ben presto, appena sorge il sole.
I tempi si sono accorciati, addirittura di un mese rispetto a una trentina di anni fa quando, invece, la raccolta dell’uva avveniva a Settembre.
Il via alla vendemmia 2012 è scattato ufficialmente il 13 agosto in Franciacorta. Una brutta sorpresa per i viticoltori che quest’anno si sono trovati nuovamente alle prese anche con il problema della siccità. Una resa del 20% in meno, rispetto alla previsioni che indicavano un calo della produzione media del 10% su tutto il territorio.

Qualcuno si era munito favorendo i propri terreni con l’irrigazione artificiale ma questo non è bastato. Forse la danza della pioggia non ha portato i suoi frutti?

Mah, tutto dipenderà dalla pioggia di fine agosto” – dice il presidente del settore vitivinicolo di Fedagri, Adriano Orsi – ma per qualcuno è già troppo tardi. Ne trarranno beneficio quelle regioni in cui la vendemmia avviene con qualche settimana di ritardo, questo è certo.

Una stima della Coldiretti ha evidenziato come le regioni più colpite dalla siccità siano state Puglia (-15/20%), Veneto (-10%), Toscana (-10%), Emilia-Romagna (-5/10%).

Problemi anche in Lombardia, con una situazione grave proprio in Franciacorta dove si stima un calo di oltre il 20% della produzione del celebre spumante. La situazione nel resto d’Italia sembra sia migliore ma non di molto.

«Non tutto il caldo viene per nuocere – sostiene Confagricolturaanzi in molti casi le alte temperature hanno consentito maturazioni naturali, abbattendo o limitando i trattamenti. La primavera climaticamente favorevole ha assicurato uve senza muffe».

Ecco che allora forse le nostre uve hanno qualche arma a loro vantaggio ma in ogni caso ..pioggia ti stiamo aspettando!

Fonte immagine: sorgentedelvino.it

2 commenti

  1. Cristian scrive:

    Bè, altre a perdere un 20% in media a livello quantitativo, (che poi sarà ritoccato almeno al 35 – 40%), il problema è che la resa in vino sarà intorno al 50% (quindi -20% rispetto ad annate normali). Tirando giù le somme, siamo ad un – 55/60 % sul prodotto finito.
    Purtroppo non è vero che la qualità sarà buona/ottima per via di una maggiore concentrazione: il “motore” della pianta, ovvero la poco considerata fotosintesi, è stata estremamente danneggiata dalla siccità in quanto ha portato a fine luglio, molte lignificazioni sui tralci e imbrunimento totale delle foglie basali. Quindi, le sostanze necessarie per fare un buon vino, sono ferme nel sottosuolo senza ormai via di uscita perchè “il motore” è fermo. Ciò significa: gradi zuccherini sotto la media. Finale: la televisione dice la Fiat va bene, ma la gente è in cassa integrazione.

  2. Federico scrive:

    Molto allarmismo come al solito. La quantità di prodotto però non sembra drasticamente diminuita. E si può molto sperare in buone annate per molti dei migliori DOC!

Commenta l'articolo