Arriva il “VINO BIOLOGICO”: Reg. (CE) 203/2012, entrerà in vigore il 1 agosto 2012

di

ue regolamento vino biologico

Sempre più richiesto, ma mai davvero regolamentato.
Il problema che nasceva dietro le produzioni di vino biologico era davvero ingente. Sempre più i produttori, infatti, si sono avviati verso il rispetto dell’ambiente, la salvaguardia dello stesso.

Forse noi cittadini non ce ne rendiamo conto ma i dati parlano chiaro: più del 20% delle emissioni deriva dall’attività degli agricoltori. L’utilizzo di fertilizzanti inquinanti, lo sfruttamento intensivo nell’attività zootecnica hanno portato gravi conseguenze in materia di cambiamento climatico.
L’esigenza, allora, di dare una svolta nasce ancora nel 1957 con il Trattato di Roma, ma continua poi con le mille evoluzioni e riforme che hanno caratterizzato la Pac, Politica Agricola Comune. La stessa, infatti, si pone come base in materia di sostenibilità e di salvaguardia dell’ambiente.

Negli ultimi tempi sempre più viticoltori hanno abbracciato quali siano gli obbiettivi imposti dalla stessa normativa cercando di orientare la propria agricoltura al rispetto degli standard stabiliti.
Si è partiti quindi con il “vino ottenuto da uve biologiche”, ma oggi la svolta: con il regolamento (CE) n. 203/2012, Bruxelles da via libera al “vino biologico”, una nuova “etichetta” che caratterizza nel nostre bottiglie.

La regolamentazione è del tutto nuova ed entrerà in vigore il 1° agosto 2012; la prossima vendemmia sarà così oggetto di questa grande riforma. 
Ma la vera novità sta nel fatto che l’Ue dà la possibilità di porre le etichette “vino biologico” a condizione che il produttore dimostri che il vino sia stato ottenuto nel rispetto del regolamento.
L’etichetta dovrà riportare il “logo comunitario” che caratterizza le produzioni biologiche, come indicato nel regolamento (CE) n. 271/2010. Accanto dovrà comparire anche il numero dell’organismo di certificazione e quello identificativo dell’operatore.
In maniera sostanziale il testo del regolamento cita che il vino biologico deve ovviamente essere prodotto utilizzando uve biologiche come definite nel regolamento (CE) n. 834/2007.

La nuova normativa si cura anche si contenere al suo interno un insieme di pratiche enologiche e di sostanze, definite nel regolamento (CE) n. 606/2009, in materia di organizzazione comune del mercato vitivinicolo (sempre che riguardano i vini biologici).ù

Riguardo la questione dell’anidride solforosa anche qui ci sono novità: il tenore massimo di solfito per il vino rosso è stato stabilito in 100 mg per litro (150 mg/l per il vino convenzionale) e per il vino bianco/rosé a 150mg/l (200 mg/l per il convenzionale).

Questi nuovi principi, quindi, che vengono attuati con il regolamento (CE) n. 203/2012 produrranno benefici comuni sia all’imprenditore, che al consumatore. Il primo, infatti, potrà metter in evidenza la qualità del proprio prodotto che si differenzierà dagli altri anche per la produzione biologica con il quale è stato realizzato. Gli standard ambientali sono stati rispettati e il vino sarà sicuramente eccellente. Accanto si trova anche la tutela del consumatore: egli sarà in grado di differenziare il vino ed effettuare le giuste considerazioni.

Commenta l'articolo