La degustazione: Grignolino del Monferrato e Casalese Bricco del Bosco Vigne Vecchie 2006 di Ermanno Accornero

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grignolino

L’incontro è con un inaspettato Grignolino: il “Bricco del Bosco Vigne Vecchie 2006“, prodotto da Ermanno Accornero a Vignale Monferrato (Al).
Un tempo il Grignolino veniva considerato il vino dei nobili e dell’alta borghesia in virtù del suo colore scarico, che si distingue nettamente da quello intenso e deciso della Barbera, amato invece dai contadini.

Un autoctono per eccellenza, oggi, però, considerato da molti un semplice vino da tavola.
Il vitigno è scontroso, richiede accurate attenzioni già nel vigneto perché piuttosto sensibile al marciume acido o a malattie come l’oidio, e preferisce terreni sabbiosi, poco fertili e ben drenati per un corretto sviluppo vegetativo.
Occorre, inoltre, una notevole attenzione anche in cantina. Uve povere di antociani, responsabili del colore, ma ricche di flavonoli che favoriscono l’astringenza del vino, necessitano macerazioni oculate. L’acino, di colore non omogeneo, va dal nero, al rosso, al violetto e la sua maturazione non è uniforme, tanto che nello stesso grappolo si possono trovare chicchi perfettamente maturi ed altri ancora verdi.

Di medio-piccola grammatura, questo è caratterizzato dalla presenza di numerosi vinaccioli; il nome Grignolino infatti, sembra derivi dal piemontese “grignòle”, vinaccioli appunto.

Ma la scommessa di Ermanno Accornero, viticoltore nelle colline del Monferrato Casalese, è stata quella di dare una nuova personalità a questo vitigno.
La selezione dei migliori grappoli dalle vigne più vecchie, coltivate su colline calcaree-marnose ad un’altitudine di trecento metri e vendemmiati all’inizio di ottobre, la vinificazione attenta alla coerenza tra antociani e flavonoli ed il lungo invecchiamento in tonneau, cinque anni, vengono a creare l’equilibrio e l’armonia di un grande vino.

Di colore granato, limpido e trasparente con leggeri riflessi aranciati. Colpiscono al naso i sentori floreali del garofano, del geranio e della genziana, ma anche il fruttato della gelatina di ribes, dei piccoli frutti del sottobosco ed un leggero agrumato; chiudono note speziate di pepe e di tabacco ancora fresco.
Un compendio di profumi davvero fini ed eleganti.

Al palato è piacevolissimo: la freschezza si unisce ad un tannino rotondo e perfettamente domato. I 14 gradi alcolici lo rendono un vino importante ma per niente impegnativo. Il risultato è pieno ed avvolgente, con una lunga ed inaspettata persistenza.
Molto versatile a tavola, si accompagna piacevolmente ai salumi, al pollame e al coniglio arrostiti.
Ogni suo sorso ribadisce che la scommessa è stata vinta, ma la fortuna, in questo caso, è di chi lo può degustare.

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