La coltivazione della vite

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coltivazione vite

Siamo tutti capaci di gustare del buon vino, ma quali tecniche possiamo adottare per ottenere  risultati più o meno buoni? Senza vite non c’è vino! Vediamo allora di saperne qualcosa in più di questa pianta.

Abbiamo chiesto a IdeaGiardini di illustraci brevemente le tecniche di coltivazione, di impianto, di potatura. Ecco cosa ci hanno rivelato!

La Vite è una pianta arborea rampicante appartenente al genere Vitis; in genere per far maturare buona uva abbiamo bisogno di una vite europea (ottima per l’alta produzione di uva) innestata su una vite Americana (più resistente agli attacchi di afidi e parassiti, soprattutto la temibile Fillossera).

La coltivazione avviene su file distanti tra loro 4 mt, con una distanza tra le piante di circa 1 m, in modo da consentire un adeguato passaggio delle macchine lavoratrici. La potatura è un’operazione molto importante capace di garantire la sanità della pianta eliminando rami secchi e/o malati e influire sulla produttività. La potatura viene eseguita tenendo conto che la nascita di nuovi rami avviene una volta all’anno (esattamente in primavera) e che l’uva migliore e più abbondante cresce dai rami del secondo anno. Poco prima della vendemmia si può intervenire con uno sfoltimento ulteriore a tralci e foglie sia per far prendere ancora un po’ di sole all’uva (che essica l’acino aumentandone la dolcezza) sia per facilitare il lavoro dei vendemmiatori. E’ bene ricordare che ci vuole qualche anno per ottenere uva da produzione: la pianta messa a dimora ha infati bisogno di 2-4 anni prima di cominciare a darci soddisfazione!

Anche la concimazione è molto importante se si vuole ottenere dei prodotti di qualità. Si parte già prima della messa a dimora delle barbatelle (le piccole piantine innestate) con una concimazione di fondo, poi nel corso degli anni è utile effettuare una concimazione autunnale con letame maturo e una primaverile con concimi complessi a base di azoto fosforo potassio. Per quanto riguarda l’irrigazione, il metodo più efficace e meno dispendioso è il sistema a goccia (un tubicino che apporta goccioline di acqua costantemente ad ogni pianta). Tuttavia, l’installazione è costosa e richiede tempo, e non è quindi adatta per l’utilizzo in particolari zone o in annate siccitose che giustificano il semplice solco di irrigazione.

Tra le avversità parassitarie della Vite si riconoscono i fitofagi animali: i funghi, i batteri e virus. Un metodo naturale per combattere queste entità parassitarie può essere l’utilizzo di Bacillus thuringiensis, un batterio che risulta letale se ingerito dalle larve di alcune farfalline dannose alle piante. Per la lotta contro l’Oidio è usato Ampelomyces quisqualis e infine il Trichoderma harzianum, isolato in Israele e utilizzato in tutto il mondo, è un fungo antagonista-competitore nei confronti della Botrite. Nella lotta contro insetti litofagi e fitomizi sono utilizzati virus, batteri, funghi protozoi e nematodi e sono adoperate anche le biotecnologie come nel caso d’uso di ormoni, feromoni e chemiosterilizzanti.

Per chi volesse approfondire ulteriormente questa tematica o provare a creare un piccolo vigneto, Ideavino consiglia:

Coltivare la vite. Varietà, impianto e potatura edito da Giunti Demetra.

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