Intervista ad Andrea Machetti, amministratore delegato della storica Azienda Mastrojanni.

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Andrea Machetti è il testimone diretto del grande e nobile progetto dell’avvocato Gabriele Mastroianni. Amministratore delegato dell’Azienda Mastrojanni ormai da 20 anni, Machetti è riuscito a preservare e custodire l’antica arte della vinificazione in purezza del vitigno Sangiovese.

1. La famiglia Mastroianni ha iniziato ad investire sul territorio montalcinese nel 1975. Come è nata questa passione?

La storia della famiglia Mastroianni nasce da un amore. Fu l’avvocato Gabriele Mastroianni ad acquistare il podere per «amore» di una donna montalcinese (poi divenuta sua moglie) e di farlo «fruttare» per la produzione di vino Sangiovese. Dopo tanti sacrifici Gabriele e il figlio Antonio, trovandosi purtroppo in disaccordo nella gestione dell’azienda, decidono di venderla. Da questo momento in poi le sorti dell’azienda Mastroianni si intrecceranno con la storia di due uomini: Francesco Illy e il sottoscritto, Andrea Machetti, ad oggi amministratore delegato dell’azienda Mastrojanni.
Francesco, fondatore della società Illycaffè, si trovava in Svizzera quando ebbe modo di degustare per la prima volta i vini Mastrojanni. Negli anni ’80, infatti, i vini della summenzionata azienda erano stati esportati in Svizzera ed erano molto apprezzati. Qualche anno dopo, Francesco decise di visitare la vigna Mastrojanni e poi di acquistare un podere, quest’ultimo confinava proprio con le terre della famiglia Mastroianni. Nacque un’amicizia e poi una collaborazione. Io presi le redini dell’azienda nel 1992, dopo varie esperienze lavorative.

2. La terra è per voi un dono nonché la vostra maestra, la vostra guida. In che modo cercate di preservare l’autenticità e la genuinità delle vostre terre?

Se l’uomo ha rispetto della natura, la natura offre all’uomo i frutti della terra. Non faccio uso di tecniche biodinamiche. Per concimare il terreno in modo naturale, aggiungo ad esempio legumi nel suolo. Non posso comunque negare che, qualora la terra abbia bisogno di un trattamento particolare, adotto la «cura» meno inquinante. Il mio vino, inoltre, ha una tracciabilità; ciò vuol dire che è possibile individuare la presenza o assenza di metalli, gli elementi caratterizzanti, l’acidità totale, ecc. Un monitoraggio costante permette di custodire il pregio dei vini Mastroianni.

3. Il brunello di Montalcino è la punta di diamante tra i vostri vini. Che cosa differenzia il vostro vino rubino da un altro?

Il territorio montalcinese potrebbe essere suddiviso indicativamente in quattro zone. Ogni zona produce un vino dalle caratteristiche uniche. Il mio vino ha una inequivocabile eleganza, un retrogusto un po’ amaragnolo (in quanto il mio terreno è un po’ salino), un profumo variabile. Le sensazioni percettive sono individuali. Alcuni avvertono sfumature di cuoio, altri di tabacco o catrame. E’ difficile paragonare il mio vino ad un altro perché incidono molti fattori: la ventilazione del terreno, lo strato geologico, l’escursione termica. A volte si ottiene un vino diverso anche a 100 mt di distanza.

4. La vostra ultima creazione è Vigna Loreto. Come è nato questo vino?

Nel 1999 a Montalcino ho avuto la possibilità di creare un nuovo impianto. Avevo a disposizione 5700 ettari, una zona molto calda e soleggiata. Così ho deciso di piantare un vitigno a bacca piccola, 100% Sangiovese . Dopo 6 anni ho testato l’uva che si trovava nella zona che reputavo di difficile coltivazione per la composizione del terreno e che avevo chiamato Vigna Loreto, da cui poi è derivata l’etichetta. Il risultato è stato sorprendente: colore rosso rubino e un gusto pieno che custodisce un bouquet di rose, viole, iris, lampone. Una produzione di 9000 bottiglie che corrisponde a 80 quintali di Sangiovese. Per i palati più esigenti e per coloro che non amano i vini autoctoni abbiamo proposto il San Pio, composto da 20% Sangiovese e il rimanente 80% Cabernet Sauvignon. La produzione di questo IGT non supera le 7000 bottiglie.

5. Utilizzate una tecnica particolare di vinificazione, dal sapore antico. Può illustrarci brevemente il metodo?

Io sono rimasto fedele alla tradizione del Sangiovese di Montalcino. Il vino si fa in vigna e non in cantina. Questa è la mia filosofia: lasciare che il vino segua il suo corso. Abbiamo costruito un muro a secco per condurre in modo naturale l’umidità. La calce e il mattone mantengono una temperatura ideale e l’assenza di ferro permette al vino di non essere disturbato da campi magnetici. Riccardo Illy ha accolto a pieno il mio criterio di vinificazione e ciò ha dato origine a un connubio indissolubile. La reciproca collaborazione ha permesso di rinnovare i vigneti (ad eccezione dello Schiena d’Asino) e di adottare una struttura bioedilizia con botti realizzati in legno non trattato.

6. I vostri vini sono stati esportati già a partire dagli anni ’80. Quali mete sono state scelte? La percentuale di esportazione è incrementata?

Le richieste estere sono aumentate rispetto al passato. Nuovi mercati si sono aperti alla nostra realtà vitivinicola. I nostri vini vengono esportati maggiormente in Europa, Svizzera, Germania, Gran Bretagna. Una piccola porzione di mercato siamo riusciti a ritagliarla anche in America (soprattutto in Canada), Francia, Lussemburgo, Ucraina, Repubblica Ceca, Russia, Giappone e Cina.

7. I vini Mastroianni sono stati esposti al Vinitaly 2012. Quale vino è stato apprezzato di più?

Il vino più apprezzato è stato il Vigna Loreto, selezionato tra i cento migliori vini italiani da Wine Spectator, una delle più note riviste enoiche al mondo. Il Brunello di Montalcino si è piazzato al primo posto con ben 9 etichette tra le quali la nostra: Mastroianni Brunello Vigna Loreto 2007.

8. A quali eventi parteciperete prossimamente?

Saremo presenti alla Fiere di Tampere in Finlandia, Vinexpo ad Hong Kong dal 29 al 31 Maggio e poi a Merano WineFestival. Bisogna imparare a muoversi e promuoversi nel mondo!

1 commento

  1. conosco i vini di mastrojanni da anni, in particolare il brunello dal 1991 ai giorni
    nostri cioe 2007 ,la serieta della catina e questi sono i risultati la classe non e acqua
    ma grandi brunello al schiena d asino al vigna loreto,complimenti.

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