Il vino del mese: Bianco di Nera più

di

Pinot-blanc

Il vino Bianco di Nera Più, dell’Azienda Agricola G.Milazzo, è di colore giallo paglierino con riflessi ramati; ha un profumo fruttato su note di agrumi come l’arancia, il limone e il pompelmo e sapore secco, leggermente mosso con sapore acidulo.

Un particolare procedimento di vinificazione caratterizza questo vino “bianco”: i grappoli di Inzolia sono sottoposti a diraspatura e quelli di Nero Cappuccio sono avviati alla pressatura delicata. Si tratta, dunque, di un uva nera vinificata in bianco. Ottimo per accompagnare primi piatti leggeri, pesce e carni bianche. (0,75 l a 10,89 euro)

Note storiche

Il Nerello Cappuccio, un vitigno di uva nera dal quale viene prodotto il Bianco di Nera Più (l’etichetta ne conserva la derivazione), è conosciuto anche con il nome di “Mantiddatu niuru”. Si tratta di un vitigno coltivato nelle province di Agrigento, Enna, e Caltanisetta.
Non si conosce esattamente l’origine di questo vitigno. Le prime informazioni ci sono pervenute dai Bollettini Ampelografici, nei quali si attesta la coltivazione di un Nerello ammantellato nell’anno 1878 nella provincia di Catania e in quella di Palermo. Per chi volesse degustare questo tipo di uva in tutta la sua purezza, consigliamo: Etna (Azienda Vinicola Barone di Villagrande) e Faro (Azienda Agricola Bonavita).

 
Ilaria Sangregorio

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