Enoteca Storica: un luogo d’altri tempi a Verona

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Entri, ed un’atmosfera insolita ti avvolge. Saranno gli ampi soffitti a volta, i muri imponenti come solo nel passato si usava edificare o la luce ovattata, quasi a voler proteggere le migliaia di bottiglie esposte, ma sembra proprio di tornare indietro nel tempo. Per un wine lovers è facile perdersi in questa dimensione surreale.

Inizi a leggere le oltre duemila etichette e le selezioni di Cognac e di Bas Armagnac, e ti rendi conto che non stai facendo solo il giro d’Italia, stai visitando luoghi incantevoli leggendari come la Borgogna, il Sudafrica e numerose altre zone vinicole fra le più affascinanti ed interessanti. E potresti passarci ore.

Voluta dall’Istituto Enologico Italiano, questa enoteca storica, in una delle strade antiche e più alla moda di Verona, via Sottoriva, è ospitata in un antico edificio del 1600, Palazzo Arvedi, che è anche uno degli ingredienti principali del suo fascino.
Nato nel 1968 dall’idea di alcuni imprenditori veronesi, l’Istituto Enologico Italiano vanta tra i suoi soci fondatori anche Mario Soldati, lo scrittore piemontese la cui passione per il vino è a tutti nota.
Il progetto è quello di selezionare e garantire prodotti di eccellenza, ma anche di promuovere la conoscenza e l’amore che stanno dietro ogni singola bottiglia.

Procedendo la visita nel sotterraneo, anche qui le sorprese non mancano. Scese le scale ci si ritrova a percorrere ampi cunicoli, che un tempo erano le cantine del palazzo. Le mensole a ridosso dei muri accudiscono tesori ancor più preziosi come le riserve ultradecennali dei vari fuoriclasse del vino, quali Brunello di Montalcino, Chianti o Amarone. I pezzi migliori, però, quelli più pregiati, sono custoditi nel caveau, una stanza chiusa e non accessibile al pubblico che nasconde tesori inestimabili dell’enologia mondiale che a pochi è dato di vedere.
Oltre alla commercializzazione degli innumerevoli marchi vinicoli, l’enoteca organizza serate di degustazione, conferenze tematiche e tutto ciò che consente di avvicinare il grande pubblico al mondo del vino.

Sonia Biasin

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