La degustazione: Amarone Romano Dal Forno 2004

di

Amarone-Valpollicella

L’occasione è ghiotta. Da non lasciarsela sfuggire: degustare uno degli Amaroni che hanno fatto la storia di questo vino, quello di Romano Dal Forno.
La zona è quella più orientale della Valpolicella cosiddetta “allargata” ad Illasi, in provincia di Verona; l’uvaggio è rigorosamente autoctono: 60% corvina, 15% croatina, 15% rondinella, 10% oseleta, tutte sapientemente appassite.

Tecnologie innovative in cantina ed un sogno, quello di Dal Forno, di creare qualcosa di speciale, di unico. L’anno in degustazione è il 2004: un adolescente per questa tipologia di vino. Ma la sua relativa giovinezza non è certo un limite. È solo il preludio di un futuro sublime.

Stupisce subito per il colore: un rosso granato intenso e vivace, fitto ed impenetrabile, con una concentrazione di colore che denota un estratto secco davvero consistente.
Ricco di glicerina, lascia sul vetro archetti fitti, che scendono lentamente, a promessa di un vino davvero importante.

Una ricerca della perfezione, quella di Dal Forno, che si riscontra già dai profumi, eleganti e prepotenti: decisi sentori di ciliegia, ma anche di prugna e di frutti del sottobosco, dolci come il lampone, e comunque molto maturi; sullo sfondo una leggera nota eterea.
L’erbaceo sconfina nello speziato con note di timo, di chiodo di garofano, di vaniglia e, a chiudere, l’inconfondibile tabacco da sigaro, impronta del legno di rovere su cui questo nettare ha riposato.

In bocca mantiene tutte le promesse: equilibrio, armonia ed eleganza si compendiano con un tannino rotondo ed elegante, ma ancora capace di evolvere.
I 16,5 gradi ne fanno un vino importante ma non prevaricano, lasciando una perfetta armonia.
L’ultimo effetto, davvero speciale. è la persistenza: lunga da sembrare quasi infinita, mantiene intatta al palato la complessità gustativa anche molto tempo dopo la fine della degustazione.
Un vino che si può abbinare a vari brasati o stracotti, ma che trova la sua esaltazione in una serata d’inverno, passata tra amici, a chiacchierare e a sorseggiare lentamente questo capolavoro, per apprezzarne l’ampiezza e la lunghezza da vero fuoriclasse.

Sonia Biasin

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