Durello: autoctona effervescenza

di

Durello

Durello, perché la saggezza contadina non ha bisogno di concetti complicati per parlare di un frutto la cui buccia è robusta, dura.
Un vitigno dalle caratteristiche tipicamente montanare: forte, resistente alle malattie, al freddo, all’umidità, con grande capacità di adattamento.

E il suo habitat è appunto quello collinare, una zona ben delimitata tra le provincie di Verona e Vicenza.
Qui 50 milioni di anni fa, nell’Eocene medio, il mare della Tetide dominava. Poi eruzioni vulcaniche ed assestamenti della crosta terreste hanno rivoluzionato la morfologia del territorio, trasformandolo in entroterra.
Testimoni ne sono le migliaia di fossili e reperti, raccolti nei musei di Scienze Naturali di Verona e nel Museo dei fossili di Bolca (Vr).

Ora tutto è collina e vallate con suolo prevalentemente calcareo, tra cui si incuneano masse eruttive.
Più in basso è la garganega a far da padrona con il Soave e il Gambellara ma su, nei pendii più in alto, serve più resistenza, più coriaceità.
Un vitigno di cui si trovano tracce già dal 1200, ma poi abbandonato a causa delle primitive tecniche vinicole che ne amplificavano l’acidità sostenuta, e la sua ruvidità e durezza, per l’alto contenuto di acido malico; buono come vino da taglio, usato per conferire corpo a vini con scarsa personalità.

L’avvento di nuove tecniche di produzione e soprattutto la vinificazione in bianco, ne hanno invece evidenziato una personalità davvero sorprendente.
Al naso, sentori floreali e di fieno, con intense note citrine e una buona mineralità basaltica; tenui riflessi verdognoli sul giallo paglierino brillante, freschezza decisa ed equilibrata sapidità.

Un vino da consumo quotidiano ma soprattutto adatto alla spumantizzazione. È questa infatti la carta vincente su cui puntano i produttori. Metodo classico o charmat, le caratteristiche di questo vitigno sono ideali per una bollicina che può tranquillamente tener testa al più famoso e conosciuto Prosecco.
Molto più secco del suo rivale e per nulla aromatico, ma con un bouquet di sentori delicato e persistente, che, nel metodo classico arrivano alla frutta secca, alla nocciola e alla crosta di pane.

Un eccellente prodotto che il Consorzio di tutela del Lessini Durello, con una attenta politica di promozione, sta facendo conoscere ed apprezzare. L’ambizione è di oltrepassare i confini territoriali, di arrivare al mercato nazionale.
Ottimo come aperitivo ma anche abbinato a pesce dal sapore deciso, di acqua dolce o addirittura al baccalà alla vicentina.

 

Sonia Biasin

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