L’Italia si difende nella top ten “molto americana” di Wine Spectator

di

Kosta Browne pinotviner

La storica rivista americana sul vino Wine Spectator , considerata a livello internazionale un punto di riferimento nel campo enologico, ha pochi giorni fa eletto “miglior vino del 2011” un’etichetta californiana, il Kosta Browne Pinot Noir Sonoma Coast 2009.
La rivista propone ogni anno la classifica dei 100 migliori vini al mondo e quest’anno mette due italiani nella top 10, il Brunello di Montalcino Campogiovanni 2006, quarto e il Barolo di Domenico Clerico Ciabot Mentin Ginestra 2006, ottavo. Un risultato abbastanza positivo considerando che nel 2010 l’unico italiano nei primi dieci posti era ottavo, il Colli della Toscana Centrale Flaccianello 2007 di Fontodi. Seconda piazza un altro californiano, il Cabernet Sauvignon Napa Valley Kathryn Hall 2008 e terzo un europeo ma francese, il Domaine Huët – Vouvray Moelleux Clos du Bourg Première Trie 2009.

Se consideriamo la classifica nella sua interezza, la rivista dimostra anche quest’anno l’innato patriottismo per la bandiera a stelle e strisce, privilegiando soprattutto i vini americani ed internazionali e snobbando lievemente l’asse vinicolo del vecchio continente. Se invece prendiamo in considerazione la top ten si dimostra più geograficamente democratica di quella dello scorso anno, con ben sei vini europei tra i primi dieci. Una classifica particolare, di sicura competenza forse viziata da un americanismo di fondo che, al contempo, impone una riflessione sui mercati emergenti del settore come quello australiano e sudafricano, molto apprezzati dalla rivista made in U.S.A.

Paesi che, assieme all’America, stanno investendo molto sul vino, aumentando la qualità e l’influenza sul mercato mondiale grazie al clima mite e competenze tecniche sempre più aggiornate. Un nuovo scenario che ha coinvolto anche la grande distribuzione organizzata sempre molto attenta ai trend di mercato. Infatti basta semplicemente recarsi al supermercato per accorgersi che il mondo del vino sta diventando sempre più grande e competitivo, proprio perché aumenta la caratura dei nostri concorrenti extraeuropei.

l’Italia per il momento si difende bene aumentando le sue esportazioni all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, come abbiamo sottolineato recentemente, ma dovrà tener d’occhio queste realtà emergenti per mantenere il suo primato a livello internazionale. Voi che ne pensate?

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