La bottiglia di carta: una soluzione sostenibile per la conservazione del vino

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greenbottle

Arriva da oltre manica la nuova soluzione nel campo del packaging ecologico, si tratta di una bottiglia di carta riciclata utilizzata per contenere il vino. Questa bottiglia ideata e prodotta dalla società inglese Greenbottle verrà venduta sugli scaffali britannici a partire dal 2011 secondo quanto riportato da un recente articolo del Corriere Della Sera on line. L’azienda promotrice sostiene storicamente una filosofia “green”, essendo produttrice anche della prima bottiglia di latte in carta al mondo, già in commercio presso i supermercati Asda nel sud ovest dell’Inghilterra.

L’innovativo contenitore presenta numerosi  vantaggi per l’ambiente grazie ad un peso di soli 55 grammi rispetto ai 500 della bottiglia di vetro, abbattendo in questo modo costi distributivi e di trasporto. L’imbottigliamento del vino nella carta sarà possibile grazie ad un involucro di plastica interno progettato per conservare la bevanda. La nuova bottiglia sarà interamente biodegradabile riducendo l’impatto ambientale e le emissioni di anidride carbonica nella realizzazione, circa il 10% rispetto alle normali bottiglie di vetro .

Una soluzione decisamente utile in prospettiva futura, ma cosa penseranno i consumatori? Come reagirà il mercato?

I puristi potrebbero storcere il naso e, d’altro canto, permangono alcuni dubbi sulla conservazione del vino nelle cantine per periodi medio lunghi, che probabilmente rimarrà “sotto vetro” ancora per molti anni. Questa bottiglia rappresenta una risposta concreta del mondo aziendale alle preoccupanti previsioni ambientali, un piccolo passo verso un mercato più responsabile e (eno)sostenibile che vedrà nei prossimi anni l’aumento di queste soluzioni innovative per sostenere la società e l’ambiente in cui viviamo. Naturalmente per essere apprezzata dai mercati la nuova bottiglia dovrà abbinare la sensibilità sociale alla qualità del prodotto senza rinunciare alla tradizione, mantenendo in questo caso la forma della bottiglia classica per facilitare l’immaginario collettivo.

Altro aspetto fondamentale sarà il costo effettivo del prodotto al consumatore, nel caso in cui venisse trasferito ad esso un reale risparmio economico l’impatto sul mercato sarebbe garantito. Questo successo potrebbe in prospettiva futura generare variazioni sull’idea e sul prodotto da parte di altre realtà aziendali, espandendo un mercato emergente come quello del green wine and food, creando competizione per la sostenibilità a livello macro.

Staremo a vedere, voi che ne dite?

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